Esperienze dal workshop di autoritratto nel carcere di Lledoners a cura di Cristina Nunez
“Il dramma non lo lavi via non è Body Painting” (Rayden)
Otto recinzioni, camere e filo spinato. La vecchia Polo del ’94 sembra tremare nell’entrare al Carcere di Lledoners. ,parcheggiamo, anch’essa ora è fatta prigioniera.
Entriamo, carichi di attrezzature; Abbiamo tutto per il piano perfetto: far evadere l’anima dei detenuti, rompere la tortura d’ogni giorno. Autoritratto.
In quei giorni passati, in quella manciata di ore, lavorando fianco a fianco con “la feccia” ci si rende conto che feccia siam noi, che siam tutti, che l’emozione e l’anima non si incarcerano. Che le storie di ognuno, che ogni mano, che ogni ruga, ogni viso sfatto dalle droghe e dal metadone altro non era che una rappresentazione di cio’ che dimentichiamo, del “tabu” carcere, del falso sentirsi bene, sicuri, AL sicuro.
Un tentativo di agire. Un lavoro. Un grande respiro d’orizzonti.
Grazie a Cristina e Norberto.


























